|
Luoghi comuni e false credenze: nemmeno la musica può esserne estranea. Un’emozione si lega ad un brano lento ed un lento può esistere solo se fatto di sospiri pizzicati sulle corde di una chitarra acustica sapientemente suonata da un poeta contemporaneo. Una lezione che i Beatles hanno reso quasi un postulato. Tuttavia i Beatles ci hanno insegnato una lezione ben più importante: le note sono sette e sempre sette rimarranno. Da qui non si sfugge.
Un MI può restare un MI indipendentemente dalla sua fonte e così, senza una base d’armonia, anche il famoso”computer che fa tutto solo” resta muto. Le emozioni prescindono dalla sorgente ma viaggiano nei pensieri, aspettando che qualcuno le catturi. Talvolta la tecnologia può essere un’ottima rete: ecco i 5 album fondamentali di chi, senza”fuoco sulla spiaggia e chitarra in mano”, ha saputo toccare picchi espressivi unici chiedendo ad una macchina di scrutare le nostre anime.
Uno dei gruppi più influenti della loro generazione: il loro suono ipnotico è un marchio di fabbrica. Sensualmente cupi, melodie soul, battute dub e paesaggi cinematografici. Emozionalmente profondi ed insuperabili quando si vuole chiudere gli occhi lasciando il mondo fuori. Mezzanine il loro lavoro più maturo, Teardrop l’apice dell’album.
Forse il duo più innovativo degli ultimi anni nella scena elettronica europea. L’electro-jazz in 7\8 (il tempo del drum’n’bass) del produttore e musicista Andy Barlow genera uno straordinario contrasto con l’approccio cantautorale (talvolta addirittura pastorale) della cantante Louise Rhodes la cui voce risulta essere unica ed evocativa. L’aggettivo “unici” ben si addice ai Lamb rimpianti ancora da molti fans dopo il loro scioglimento. “One” è la classica canzone che per un estate (Costa Crociere) ci siamo chiesti di chi fosse, leggera e poetica come tutto l’album che la contiene. Da ascoltare sorseggiando una tazza di the caldo durante una giornata “da dietro la finestra”.
Se Burt Bacharach avesse avuto solo un Commodore 64 gli Air ne sarebbero il risultato. Fin troppo francesi per non sembrare talvolta pretenziosi, sanno creare degli intramontabili quadretti pop nei quali tutti i colori delle emozioni umane trovano posto addirittura dentro una stessa canzone. Walkie Talkie è la giusta continuazione del capolavoro di debutto Moon Safari. Negli anni 70 Serge Gainsburg gli avrebbe sicuramente canticchiati tra sé e sé durante una veloce corsa estiva, in una due posti, lungo la rive gauche parigina…
Storia davvero singolare quella Finian Greenhall aka Fink: produttore techno oriented nei primi anni novanta vira verso un delicatissimo songwriting elettronico con questo capolavoro acclamato in tutta Europa. I pochi fans inizialmente perplessi per questo taglio netto con il passato nel frattempo si sono moltiplicati: Fink intanto si è meritato il disco d’oro e svariati passaggi sulla MTV UK. Un culto pronto a sbocciare con il nuovo disco appena uscito Distance And Time. Ascoltate Pretty Little Thing e se non vi innamorate di questo piccolo gioiello allora il vostro cuore ha proprio bisogno di un reset.
L’unico cavallo di battaglia elettronico della Domino Records, l’etichetta rock più cool degli ultimi anni (MAXIMO PARK,KAISER CHIEFS,FRANZ FERDINAND). I J.Boys hanno rivisto la formazione di recente ma se da un lato l’anima più dance (Johnny Dark) ha preso altre destinazioni, il duo rimanente ha abbracciato una nuova forma stilistica sintetizzata dal neologismo synth.grace, letteralmente “grazia sintetica”. Macchine con il cuore insomma, una sensibilità quasi commovente e la cover di Sinatra “When No Ones Cares ne è un fulgido esempio. Sinatra e computer? Provatelo a scatola chiusa, non ci credevo neanche io. Nei top ten album dell’anno di tutte le maggior riviste specializzate del settore, non fatevelo scappare e dopo aver fatto l’amore, se chiedete alla partner di accendere la luce non rimanete perplessi se quest’ultima fosse al neon …emozioni elettroniche!
Stay tuned!
|
Per ulteriori informazioni visita il sito: www.mcube.it